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E lei non perdonò nè il Re nè il cielo!

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| Betsabea | Gli antichi libri narrano che fui una donna felicemente sposata con un valoroso comandante leale al suo esercito ed al suo Re fino alla fine. Ma non ebbe la stessa lealtà dal suo Re il quale lo comandò a morte per avere in moglie me. Superba vittoria d'un grande Re! In realtà però, io, donna dall'animo fedele, sono stata tradita dal mio bel corpo mentre nudo lo lavavo. E l'ingordigia che domina l'uomo, già Re, mi ha rubato l'uomo, già mio. Poi, senza vergogna alcuna, quel Re mi fece oggetto della sua superbia. Eppure, il cielo di ciò lo perdonò perché quello era il prediletto suo. Ma io, donna dall'animo leale, non perdono di ciò né il Re né il cielo perché l'altro era il prediletto mio! Dal libro

A me bastava che sedesse. E tacesse.

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In quel momento riapparve Andrea, che invitò l’uomo a seguirlo. Ma questi non fece alcuna mossa, limitandosi a bofonchiare qualcosa in un dialetto altro. Andrea non insistette, girò sui tacchi e tornò di là. Poco dopo si mostrò il Comandante in persona ed entrò nella sala d’attesa. Si presentò all’uomo e gli porse la mano. L’omone lo guardò, non accennando minimamente ad alzarsi, e gliela strinse. Con il gomito appoggiato sul fedele compagno.  Mentre i due parlottavano, feci segno ad Andrea di avvicinarsi. “Chi è il giovanotto?” “Un pentito di mafia. O come li chiamano oggi, un collaboratore di giustizia.” Il tono della voce tradiva il malcelato disappunto. Lo guardai sbalordito. “Stai scherzando?” “No. È qui già da un po’ di tempo.” “Ahhh… nientemeno! E voi due cicisbei quando pensavate di dirmelo? Mi lasciate la principessina e non mi avvisate? Vi caverei gli occhi – ” “Non ti scaldare, falchetto!” Andrea ammiccò e mi diede una pacca sulla spalla. “Non è pericoloso.” Così dicendo...

Novità in libreria

Rivelatore Ironico Basato su una storia vera Il mio romanzo CARABINIERI regala uno spaccato di resilienza, passione e follia.

Marco Greco | Poeta e Scrittore

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Dicono di lui... Sa intrecciare il quotidiano con il misterioso, il profano con il sacro , in un continuo gioco di riflessioni.

Ora faccio quello che mi piace!

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Non cerco niente. O meglio dire: ho smesso di errare. Perché ho capito . Quello che c’era da capire. Perché ho saputo. Quello che c’era da sapere. Perché ho visto. Quello che c’era da vedere. Ora: VIVO! Faccio quello che mi piace. Quando mi piace. E dove mi piace. Scrivo. Le mie storie. Non quelle degli altri. Vivo.  La mia vita. Non quella degli altri. Chiunque siano. Dal libro

L'età non conta veramente nulla!

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Quante vite spezzate, penso tra me e me . Per colpa della paura. Ceci è assorta nei suoi di pensieri. Io vago. Vago nei ricordi di una memoria tradita. La mia. Quante strade, prima nuove, ho abbandonato. Vecchie. Obsolete. Stinte. Quanti cadaveri ho lasciato che seppellissero quelli più defunti di me. Quante ossa ho ricostruito per vestire nuovi panni. L’età non conta nulla. Un altro gioco delle parti. A volte ho l’impressione di aver battuto secoli di sentieri impervi. Altre, ho la sensazione di essere soltanto ai margini di una nuova terra tutta da scoprire. A quel punto, l’età non conta veramente nulla. E mi sta bene così. Dal libro

Preferisco ascoltare, vedere, sapere!

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Che cosa me ne faccio anche del miglior galateo d’ingessata esistenza? Per inquadrarti nell’esercito dei manichini… Devi lobotomizzarti il cervello. Devi appiattirti il pensiero. Devi stirarti le emozioni. Devi sostituirti la spina dorsale con un manico di scopa. Devi coprirti di stracci griffati. Devi realizzarti nelle vetrine più chiccose della città. Non devi formulare un pensiero diverso. Non devi immaginare mondi possibili. Non devi cullarti in espressioni oltraggiose. Non devi permetterti di obiettare dinnanzi all’ovvio. Non devi affidarti all’istinto, compagno fedele. Non devi opporti all’inquadramento psico-bio-sociale-istituzionale. Devo – non devo – devo – non devo – devo… oddio: mi si è contaminata anche la margherita. Preferisco tornare al Lungomare, all’Ammiraglio arenato e alla tartaruga messaggera, foriera d’arcani misteri e di umani saperi. Preferisco ascoltare. Preferisco vedere. Preferisco sapere. Dal libro

In realtà non siamo mai soli!

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Oramai eravamo accomunate dallo stesso destino. Chi prima chi poi… non potevo più illudermi di essere al di sopra delle parti . È da molto tempo, oramai, che la sensazione di non essere sola a percorrere i sentieri del mondo non è più un semplice miraggio. La sua ombra, sottile, acciglia le menti. La mia luce, invadente, riempie le sorti. La sua forza, sovrana, indebolisce la tempra. La mia fragilità, sospesa, rafforza lo spirito. La sua inerzia, soffocante, appiattisce il desiderio. La mia volontà, imperante, accende il mistero. In un gioco senza fine. In una guerra senza scampo. Imperdonabile e doloroso. Arrendevole e vizioso. Dovevamo assecondarlo. Dovevamo ingannarlo. Insieme. E basta! Dal libro

Serve un pizzico di follia per guarire!

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A narrar di guarigione e sanatorio in senso lato non può mancare certo  quel pizzico di follia dal sapore schizofrenico spontaneo nel pensiero radicato e gran diffuso che divide in due il mondo: vi è un Bene contrapposto al Male che fanno da capofila a braccetto ovviamente con ciò che è Vero e Bello in conflitto permanente con tutto l’altro ch’è Falso e Brutto partorendo stabilmente cosa giusta e l’altra errata . Vien da sé che una tal scissione della mente ordinatrice di riverbero si traduce doverosamente più o meno grave in qualche storpiatura, pure dell’emotività e atteggiamento  d’un uom comune. Dal libro